L’eroe di un’estate che non riusciamo a dimenticare. Salvatore Schillaci da Palermo, Totò per il mondo intero, ha segnato una stagione che era una linea di confine: l’estate del 1990, l’ultima in cui questo paese ha alimentato un’illusione di grandezza. Eravamo forti, ricchi, belli. In verità eravamo niente e ce ne saremmo accorti di lì a poco: a partire da un autunno che sarebbe stato gelido e da allora non ha mai smesso.
Ma in quel momento l’illusione era in atto. E al centro si trovava lui: l’eroe inatteso, il simbolo di quel sogno che si è arrestato sul più bello. Deve essere questo il principale motivo per cui gli italiani continuano a ricordarlo con affetto e hanno accolto con grande commozione la notizia della sua morte, avvenuta a settembre 2024. Di sicuro è una delle ragioni che hanno spinto Corrado De Rosa a dedicargli il suo nuovo libro. Il titolo è Totò Schillaci. Non ero previsto (66thand2nd, pagine 288, euro 19), si trova in libreria da maggio e racconta a fondo l’edificazione di un mito italiano.
Quando segnava Totò Schillaci: cosa c’era a Palermo dietro i suoi gol
L’EROE DI UN’ESTATE
De Rosa svolge questo compito da par suo, mettendo ancora una volta in campo una qualità di scrittura che ne fa uno degli autori più interessanti dell’attuale panorama letterario italiano. Fra l’altro, per l’autore si tratta del ritorno su un sentiero che era già stato battuto: quello dei Mondiali di Italia 90, individuati come una fase storica in cui, come paese, stavamo perdendo la spinta propulsiva e un senso di grandezza.






