Spesa sociale da fame per i Lucani. I comuni tagliano i servizi, Basilicata penultima con 68 euro a persona. Il report della Cgil sui dati nazionali. Istat lancia l’allarme sul regionalismo differenziato e contesta i fondi insufficienti. Nel mirino l’ente potentino, che crolla al centoduesimo posto per gli interventi contro la povertà.

Con soli 68 euro pro capite, i Comuni della Basilicata sprofondano al penultimo posto in Italia per spesa sociale ed assistenziale per abitante, superando soltanto la Calabria. Una fotografia drammatica che emerge dall’ultimo rapporto nazionale della Cgil su base Istat, che svela un profondo divario territoriale. Il report mette a nudo una Basilicata a due velocità e drammaticamente distante dal resto del Paese. Se la media nazionale della spesa per i servizi destinati a minori, anziani, disabili e contrasto alla povertà si attesta a 150 euro per abitante, le regioni del Nord-est viaggiano a una quota media di 207 euro, seguite dal Centro con 165 euro e dal Nord-ovest con 162 euro.

Il Mezzogiorno scivola in coda con 78 euro medi pro capite, trascinato verso il basso proprio dalle performance minime del territorio lucano e di quello calabrese, quest’ultimo tristemente fermo a un ancora più preoccupante 38 euro per persona. I dati complessivi evidenziano che la spesa totale stanziata dai municipi lucani ammonta a quasi 40 milioni di euro, un valore assoluto sopra al solo Molise. Ma il cortocircuito strutturale risiede nelle fonti di finanziamento.