In Basilicata cresce l’emergenza anziani, sanità in deficit, 140mila cittadini costretti a curarsi fuori regione e oltre 27mila pensionati al minimo. I sindacati lanciano l’allarme su non autosufficienza e welfare

La fotografia della condizione della terza età in Basilicata restituisce l’immagine drammatica di un territorio in cui invecchiare rischia di diventare una colpa o, peggio, un lusso per pochi. Le aree interne si svuotano, la crisi demografica morde i piccoli comuni e il sistema di protezione sociale mostra crepe non più sanabili con la consueta politica dei piccoli passi. Su questo scenario di profonda incertezza si è innestata l’azione unitaria dei sindacati dei pensionati, determinati a invertire una rotta che giudicano catastrofica per la tenuta stessa della comunità lucana.

SANITÀ IN BASILICATA, L’ALLARME DEI SINDACATI

Si è svolta a Potenza, nella sede regionale della FNP CISL Basilicata, la riunione delle segreterie regionali allargate di SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL Basilicata. Al centro dell’incontro la condizione delle persone anziane e dei pensionati lucani, in un contesto regionale che continua a registrare un progressivo arretramento dei diritti di cittadinanza, a partire dal diritto fondamentale alla salute.L’analisi condotta dalle sigle sindacali non fa sconti e scava nelle pieghe di una quotidianità segnata da rinunce e disagi strutturali. Il quadro emerso conferma una situazione ormai strutturale di criticità del sistema sanitario regionale: carenza cronica di personale, liste d’attesa incompatibili con i tempi di cura, difficoltà diffuse nell’accesso ai servizi, indebolimento progressivo della sanità territoriale e una crescente disuguaglianza nell’erogazione delle prestazioni tra cittadini e tra aree interne e centri urbani.