Basilicata, regione più anziana d’Italia, riceve meno fondi rispetto ai bisogni reali. Dati Istat: più cronici, meno risorse. Bardi e Latronico chiedono a Meloni di revisionare il Fondo Sanitario Indistinto penalizzante.

«Un paradosso tutto italiano». Così era stato definito il problema della spesa sanitaria che, nel Mezzogiorno italiano, viaggia a direzione invertita. Nel senso che, rispetto ai bisogni reali di una popolazione sempre più anziana, l’accessibilità alle risorse per le cure diventa sempre più complessa man mano che l’età avanza. Un paradosso sì ma, oltre che italiano, inquadrabile come decisamente lucano, considerando come la regione sia, dati alla mano, la più anziana del Paese. E come, sempre considerando i dati (Istat), subisca più di altre il dislivello nella spesa sociale.

PERCHÈ I FONDI SANITARI PENALIZZANO LA BASILICATA

Il presidente della Regione, Vito Bardi, in una missiva co-firmata con l’assessore alla Sanità, Cosimo Latronico, aveva fatto appello direttamente alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché si vada a intervenire direttamente a una revisione del Fondo Sanitario Indistinto che, secondo l’amministrazione lucana, non solo si basa su parametri rivedibili ma come questi, addirittura, siano penalizzanti per la Basilicata: «La pura quota capitaria o i piccoli correttivi parziali adottati – hanno detto Bardi e Latronico – finora penalizzano scientificamente e sistematicamente i territori che presentano un elevato indice di vecchiaia e un’alta prevalenza di cronicità». Un fattore tutt’altro che secondario nell’ottica di un’equità sanitaria che, a più riprese, è stata indicata tra le priorità a livello nazionale.