Il sistema di welfare gestito dai comuni italiani ha mobilitato nel 2022 risorse per un totale di 10,9 miliardi di euro evidenziando una spesa media nazionale di 150 euro per abitante. Questa cifra complessiva comprende gli 8,9 miliardi derivanti direttamente dai bilanci comunali insieme a 1,2 miliardi di rimborsi del Servizio Sanitario Nazionale e 812 milioni di compartecipazione dei cittadini. Dietro questi dati generali si nasconde però una profonda frattura geografica che vede la Provincia Autonoma di Bolzano investire 607 euro pro capite a fronte dei soli 38 euro della Calabria.

Povertà e immigrazione: la gestione delle risorse

In questo scenario le risorse destinate al contrasto della povertà e al disagio degli adulti ammontano a 800 milioni di euro per una platea di 1,4 milioni di utenti mentre per gli interventi rivolti a immigrati e nomadi la spesa è salita a 454 milioni di euro raggiungendo circa 445 mila persone.

Questi numeri emergono dall'ultimo rapporto curato dall’Area Stato Sociale e Diritti della Cgil basato sull'elaborazione dei dati Istat relativi alla spesa sociale dei comuni.

L’analisi mette in luce come il finanziamento del sistema poggi per il 50% sulle risorse proprie degli enti locali e questa dinamica finisca per esasperare le diseguaglianze tra le diverse aree del Paese.