Il sistema del welfare italiano pesa sulle risorse pubbliche. Nel 2024 sanità, politiche sociali, previdenza e istruzione hanno assorbito 669,2 miliardi di euro, rappresentando oltre il 60% della spesa pubblica totale. Un sistema che appare anche sbilanciato. All’interno del rapporto del think thank “Welfare Italia”, promosso da Unipol in collaborazione con Teha Group presentato oggi a Roma, viene evidenziato come il solo segmento della previdenza corrisponda al 16% del Pil, contro una media dell’Eurozona del 12,3%. Al contrario, altre componenti come l’istruzione o le politiche sociali si attestano rispettivamente al 3,9% e al 4,9% del Pil. Tutte le componenti, si legge nel rapporto, sono in "forte crescita" nel periodo 2019-2025: politiche sociali (+35,2%), sanità (+24,8%), istruzione (+21,1%) e appunto previdenza (+25,3%). Ma “Welfare Italia” richiama la necessità di un piano strategico per riequilibrare le risorse con l’obiettivo di rafforzare la produttività. "Il nostro Paese ha una spesa del welfare vertiginosa – ha detto Maria Teresa Bellucci, vice ministro del Lavoro e delle Politiche sociali –. Il tema. quello di stanziare ulteriori risorse, ma anche capire come utilizzarle al meglio". Secondo il rapporto, la prevenzione è una “leva cruciale per la sostenibilità del welfare”. Si stima un ritorno di 14 euro per ogni euro investito in sanità preventiva, ma nel 2024 solo il 5,6% della spesa sanitaria pubblica è stato destinato alla prevenzione. Per Gabriele Fava, presidente di Inps "il welfare è un'architettura di fiducia che tiene insieme imprese e territorio che è necessario aggiornare, rendere più digitale, trasparente e più vicino al fabbisogno dei cittadini ma senza snaturarne i principi". Durante l'evento è stato sottolineato più volte che la sostenibilità del welfare non dipende solo dalle risorse finanziarie, ma dalla capacità di generare e valorizzare competenze, produttività e partecipazione. È proprio su questo tema che il think thank ha indicato tre priorità d’azione. La prima è quella di concentrarsi sull’educazione: la spesa per l’istruzione in Italia è il 3,9% del PIL con una spesa media per studente inferiore a quella dei principali Paesi europei. Per il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara “il problema della scuola italiana non risiede nella qualità, ma nel contesto sociale”, ed è lì che è necessario intervenire. La seconda si concentra sul mercato del lavoro e, in particolare, sull’occupazione giovanile. La terza riguarda la retention delle competenze e la necessità di aumentare la capacità attrattiva degli studenti stranieri attraverso incentivi mirati e percorsi di carriera competitivi. Il presidente del Gruppo Unipol Carlo Cimbri ha sottolineato l’importanza per l’Italia di puntare sulla qualità. “Il ruolo del welfare non è quello di essere un elemento accessorio – ha specificato –. Tutti i temi affrontati qui oggi hanno come obiettivo quello di portare il Paese verso un'unica strada, quella della competitività".
Welfare in Italia costa 669 miliardi, solo previdenza è 16% Pil - Economia - Ansa.it
Rapporto Unipol-Teha. Cimbri, 'welfare non è elemento accessorio' (ANSA)







