Il futuro del Paese passa dagli investimenti - sia in istruzione che in salute che in politiche sociali - sul capitale umano: dall’infanzia ai giovanissimi e giovani in età scolare e universitaria, dalle donne ai lavoratori inclusi quelli per la sanità come medici e infermieri. E’ questa la rotta tracciata dal Think Thank “Welfare Italia” nel suo Rapporto 2025, sul tema “Capitale umano: la nuova leva della competitività nazionale”. Che fa il punto sulla “capienza” del welfare in Italia ma guarda anche al necessario investimento sullo sviluppo delle persone fin dalla nascita.
Con un’inversione di rotta sulla valorizzazione del “capitale umano”, il Rapporto stima che si potrebbero ottenere 2,8 milioni di occupati in più e un balzo del 10,6% del Pil pari a +226 miliardi.
Una prospettiva che fino a ora è mancata: oggi su una crescita del Paese pari allo “zero virgola”, in un contesto di necessaria austerity a fronte di un debito pubblico monstre da 3mila miliardi, incidono anche le politiche decisamente miopi rispetto alle persone. Il tutto in uno scenario demografico inedito: nel 2024 abbiamo registrato il minimo storico di nascite con 370mila nuovi nati, un saldo naturale pari a -281 mila e una popolazione che scende a 54,8 milioni al 2050, con la quota di over 65 che sfiora il 35%.






