Sono ormai numerosi gli studi che li sdoganano in quanto alleati del peso, del benessere cardiovascolare e non solo: dall’ultimo in ordine di tempo, pubblicato sul Journal of Nutrition, emerge come perfino tre porzioni al giorno possono aiutare a controllare peso e colesterolo ma anche ad assimilare meglio nutrienti come vitamine liposolubili e antiossidanti. Addio ai latticini poco saporiti, che spesso appaiono come gli inevitabili corollari delle diete? Il nuovo studio canadese, pubblicato ad aprile ma di recente rilanciato da Repubblica e altre testate, aggiunge indubbiamente un ulteriore tassello alla valorizzazione dei latticini interi (quelli contenenti 3,6 g/100 g, contro l’1,5 dei prodotti parzialmente scremati e lo 0,2 di quelli scremati). Ma anche se non è detta l’ultima parola – lo studio è un po’ limitato quanto a campione osservato e durata – le evidenze a favore di questi prodotti continuano ad accumularsi.
Più sapore, meno sovrappeso
I partecipanti sono stati divisi in 3 gruppi: il primo ha ridotto le calorie quotidiane di 500 unità e consumato una porzione o meno di latticini magri al giorno; il secondo ha assunto tre porzioni di latticini interi riducendo di pari passo l’apporto calorico, per bilanciare l’aumento causato dai lipidi; il terzo ha mangiato le stesse porzioni lasciando invariate le calorie. Le istruzioni erano di consumare 3 tipi di latticini, capaci di fornire un tenore proteico paragonabile: 250 ml di latte a colazione, 100 g di yogurt a pranzo e 42 g di formaggio a cena (2 barrette da 21 g ognuna). Formaggio e yogurt potevano essere invertiti, ma andavano mangiati sempre 10 minuti prima del pasto, così da favorire la prima fase di secrezione insulinica. Al termine delle quattro settimane di durata dello studio, durante le quali gli scienziati hanno seguito i partecipanti con suggerimenti dietetici, chi aveva consumato le tre porzioni non aveva subito incrementi di peso, colesterolo e glicemia. Al contrario, erano migliorati tutta una serie di parametri: pressione massima, indice di massa corporea, girovita, risposta insulinica, senso di sazietà, assunzione di nutrienti importanti. Come si spiegano questi risultati, visto che i grassi saturi (contenuti nei prodotti animali e negli oli di palma e cocco) sono accusati di aumentare il colesterolo cattivo (LDL), di danneggiare la circolazione e, in ultima analisi, cuore e cervello? Intanto, i partecipanti hanno dovuto rispettare le linee guida dietetiche canadesi (sostanzialmente le nostre: abbondanza di vegetali a scapito di cibi ricchi di zucchero, sodio e grassi saturi), perciò non hanno abusato di altri tipi di lipidi saturi. E poi, non tutti i lipidi sono uguali.







