Marirosa Andreotta e Luca Orioli, due ragazzi poco più che ventenni, furono trovati morti nella notte tra il 23 e il 24 marzo 1988. Erano a casa di Marirosa, a Policoro, in provincia di Matera. Fu la madre di lei a trovarli. Erano in bagno, lei nella vasca, lui sul pavimento, entrambi nudi.

La morte fu attribuita a elettrocuzione, cioè una scossa elettrica partita da un termoventilatore. Morte accidentale, scrissero i carabinieri. Non ci fu autopsia e l’esame sui corpi fu superficiale e frettoloso, praticamente non fu fatto.

Presto iniziarono a emergere alcune stranezze, e dopo la richiesta della famiglia fu fatta una nuova perizia che attribuì la causa della morte a una presa a muro con fili scoperti. Tempo dopo si scoprì che i risultati di quella perizia erano stati falsificati da chi l’aveva eseguita. Da allora coloro che indagarono capirono altre cose: i corpi erano stati probabilmente spostati, la ragazza aveva una ferita lacero-contusa alla nuca che i carabinieri non avevano menzionato nel verbale, mentre un testicolo del ragazzo era visibilmente ingrossato. Sei anni dopo emerse anche che le fotografie allegate al fascicolo presentavano immagini della scena del delitto molto diverse da ciò che ricordavano i testimoni che per primi erano arrivati a casa degli Andreotta.