Dieci giorni appena dalla morte di Alfiero Moretti. Il tempo si dilata e i ricordi riaffiorano, inesorabili, silenziosi, dolorosi. Chi rimane vuole giustizia per "questa morte ingiusta". Le indagini della Procura e dei Carabinieri proseguono serrate e il capo di accusa si fa sempre più pesante. I due trentenni, uomo e donna originari di Modena e di Verona, due senzatetto di Cesenatico, sono ora indagati per ‘omicidio preteritenzionale’. La prima iscrizione sul libro ‘nero’ era per ‘lesioni aggravate dalla minorata difesa’, poi ‘delitto come conseguenza di altro reato’. L’autopsia, condotta sabato scorso dal medico legale Donatella Fedeli, chiarirà le ombre di questa vicenda. I nodi da risolvere sono due: "chiarire se le percosse possano essere la conseguenza della morte", e valutare se in capo ai medici "che hanno preso in cura Alfiero la sera dell’aggressione, possano ravvisarsi condotte imprudenti, negligenti o imperizia".
La sera del 17 luglio è avvenuto il terribile pestaggio. Alfiero Moretti, 64 anni, affetto da diabete, era di passaggio davanti alla sede della Caritas di Cesenatico, a bordo della sua carrozzina elettrica. Aggredito dalla coppia di senzatetto ha riportato fratture multiple al viso e all’occhio destro. Alcuni testimoni raccontano che hanno udito la donna chiedere ad Alfiero una sigaretta, ma lui non fumava, e la reazione sarebbe stata il violento pestaggio. Ricoverato al pronto soccorso del Bufalini, è stato dimesso dopo gli accertamenti con una prognosi di 23 giorni. Due giorni dopo l’emorragia cerebrale per strada in viale Roma a Cesenatico di sera. Soccorso da una passante, è stato trasportato in ospedale. Ma non ce l’ha fatta. É morto domenica 26 luglio, dopo una settimana di agonia. Ora rimane il dolore. Alfiero lascia due sorelle, Benedetta (la sorella maggiore) e Simona. "Mio fratello non meritava di morire in questo modo violento, per mano di questi individui – dice Benedetta – vogliamo far conoscere la verità. Alfiero era una bella persona. É stato un campione sportivo, andava in barca, era sensibile, un uomo buono e onesto".






