Era il 23 marzo del 1988 quando Luca e Marirosa furono ritrovati senza vita nel bagno di casa di lei, in una villetta di Policoro. “Intossicazione da monossido di carbonio”: questa la causa della morte ufficiale, stabilita dagli inquirenti all’epoca dei fatti. Fu liquidata così la morte di Luca Orioli e Marirosa Andreotta, come un banale incidente domestico. Una versione che non ha mai convinto la famiglia di lui che ancora invoca verità e giustizia, soprattutto adesso che, alla luce di nuove e recenti tracce, il giallo dei fidanzati di Policoro sembra svelare uno scenario piuttosto oscuro.

Il dramma dei due fidanzati

Luca e Marirosa hanno poco più di vent’anni e vivono a Policoro, piccolo sobborgo in provincia di Matera. Sono due studenti fuorisede pieni di sogni ambiziosi, quando le loro vite vengono spezzate nel pieno della giovinezza. Lei studia Architettura a Napoli mentre Luca è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, alla Cattolica di Milano. Sono entrambi rientrati nel loro paese di origine per trascorrere qualche giorno insieme. Antonia Giannotti, la madre di Marirosa, la sera del 23 marzo rientra a mezzanotte e in fondo al corridoio vede una luce provenire dalla porta aperta del bagno. La scena che le si presenta è questa: Marirosa è riversa nella vasca da bagno piena d’acqua mentre Luca giace a terra nudo. “Incidente domestico”, diranno gli inquirenti. Le loro famiglie non hanno mai creduto a questa storia. Anche perché i corpi dei due ragazzi presentano (secondo alcune testimonianze) segni evidenti di colluttazione. Sarà a madre di Luca, Olimpia Fuina a farsi portavoce di questa battaglia arrivando a chiedere più volte la riapertura delle indagini.