di

Francesco Bottazzo

Era il 22 settembre del 2025 quando Venezi fu indicata come direttrice musicale del Teatro veneziano dal sovrintendente Nicola Colabianchi. Da allora seguirono proteste e scioperi di orchestrali e coro

Errori. «Ne sono stati fatti tanti da parte di tutti». Ripensamenti. «Se tornassi indietro sicuramente affronterei le cose in modo diverso, oppure non le affronterei proprio». Futuro. «Lascio alle spalle Venezia, ho già pagato abbastanza, ora guardo avanti». Che significa soprattutto Russia, dove a Novosibirsk (in Siberia) è previsto in autunno il suo debutto alla guida de «La Traviata» di Giuseppe Verdi, Georgia (dove tornerà per un festival al quale ormai partecipa da diversi anni), e due libri che sta scrivendo, oltre al blog che ha aperto sul suo sito internet. Beatrice Venezi parla - in occasione della cena di gala organizzata in suo onore dall’imprenditrice vinicola Maria Caterina Dei nella sede dell’azienda di famiglia a Montepulciano - all’Adnkronos. «Credo di aver già pagato abbastanza tutta la vicenda legata alla Fenice, vorrei passare oltre - dice -. Questo non significa dimenticare ciò che è accaduto, perché naturalmente ci sono ancora aspetti che dovranno essere affrontati nelle sedi opportune, ma significa non rimanere prigioniera di una vicenda».