HomeEmpoliCronacaMontespertoli e Castello ricordano le vittime della strage di BolognaNell’anniversario del 2 agosto 1980 anche la testimonianza di un uomo che era alla stazione: "Forse Maria stava nel punto dov’era la bomba".Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIn occasione del 46° anniversario della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, i Comuni di Montespertoli e Castelfiorentino parteciperanno insieme alla cerimonia ufficiale nel capoluogo emiliano. Una bomba collocata nella sala d’aspetto esplose alle 10.25, uccidendo 85 persone e ferendone oltre 200. Tra le vittime, anche tre concittadine della Valdelsa: Maria Fresu (all’epoca 24 anni), la figlia Angela – la più piccola tra le vittime, appena tre anni – e l’amica Verdiana Bivona (22 anni), di Castelfiorentino. Stavano partendo per le vacanze. Alla cerimonia prenderanno parte il sindaco di Montespertoli Alessio Mugnaini e gli assessori Marta Longaresi e Federico Nunziata per Castelfiorentino. Intanto, spunta una testimonianza di quella tragedia, che riguarda proprio Maria Fresu e il mistero (irrisolto anche nell’ultima tornata processuale da poco conclusa con la conferma della pista neofascista) del Dna. "Maria Fresu probabilmente era proprio nel punto dov’era piazzata la bomba. A mio avviso è stata disintegrata dall’esplosione, credo non sia rimasto quasi più niente di lei. Purtroppo". Sono parole di Giampiero Capecchi, ex macchinista delle Fs oggi settantasettenne, che risiede a Prato. Quella maledetta mattina del 2 agosto del 1980 era al lavoro a Bologna, a non più di 600 metri dalla sala d’aspetto. Riuscì ad avvicinarcisi poco dopo. Nella recente fase processuale è emerso che il Dna che avrebbe dovuto essere di Maria Fresu non combacia. Giampiero Capecchi, qual era il suo ruolo? "Ero macchinista del deposito di Pistoia. Quel 2 agosto 1980, siamo partiti da Pistoia alle 7,26 mi sembra, sul convoglio diretto a Bologna tramite la Porrettana". Che cosa accadde? "Eravamo sul treno a Bologna, in manovra. A poca distanza dalla stazione centrale, non più di 600 metri. Improvvisamente, sentii come una enorme vibrazione, il treno oscillava, molto forte. I miei colleghi ed io ci siamo affacciati, abbiamo visto un gran fumo nero". Che cosa avete notato? "Fumo, grida. Poi la polizia". Quali sensazioni avevate? "Panico. Gola secca. Quando ci siamo potuti avvicinare un po’ di più, abbiamo visto gomiti e spalle di altre persone sotto le macerie". Sotto quelle macerie c’era anche Maria Fresu. "Conosco la triste storia di questa ragazza. La sua bambina è stata la vittima più giovane della strage. Forse Maria era in quel momento proprio nel punto dov’era la bomba. L’esplosione ha creato un vasto avvallamento di oltre 40 centimetri. Temo che abbia disintegrato la ragazza".