HomeViareggioCronacaI tre poliziotti-eroi uccisi . La memoria infangataNel blitz alla piscina è emerso che era stato danneggiato e oltraggiato il cippo. L’attacco del Questore al proprietario: "Ha esposto il monumento al vilipendio".I poliziotti di fronte a quello che resta del cippo in memoria della strage di QuercetaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciMercoledì 22 ottobre 1975, il giornale radio delle 9,30 lanciò la prima notizia di un agguato mortale di malviventi contro agenti di polizia a Montiscendi, borgata di confine fra i comuni di Seravezza e Pietrasanta, anche se poi, persino nelle carte dell’inchiesta, la morte del brigadiere di polizia Gianni Mussi e degli appuntati Domenico Lombardi e Armando Femiano, il ferimento del maresciallo Giovambattista Crisci è passato alla storia come ‘La strage di Querceta’. In manette finirono Massimo Battini, 26 anni, di Forte dei Marmi che nel luglio era evaso dal carcere, dove si trovava per avere compiuto una serie di rapine agli uffici postali di mezza Versilia, e Giuseppe Federigi, 20 anni, figlio del proprietario della casa, Domenico che all’epoca si trovava in carcere. A trent’anni da quella strage alla vecchia piscina comunale (che ospitava un meeting di nuoto intitolato ai tre poliziotti uccisi) fu collocato un cippo alla memoria.
I tre poliziotti-eroi uccisi . La memoria infangata
Nel blitz alla piscina è emerso che era stato danneggiato e oltraggiato il cippo. L’attacco del Questore al proprietario: "Ha esposto il monumento al vilipendio".








