Pavia Incontrare gli “invisibili” che vivono sulle strade di Pavia. Parlarci, capire i loro bisogni, indirizzarli verso le strutture di ricovero e assistenza presenti sul territorio. Sono queste le missioni di Leonardo, 31 anni di Pavia, che da marzo svolge attività di educativa di strada nella zona della stazione ferroviaria, coordinato dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune. La sua “base operativa” è uno dei tre cubotti, quello blu, installati nel piazzale della Stazione per motivi di sicurezza urbana. In cosa consiste il suo lavoro? «Faccio da ponte tra la vita di strada e le opportunità offerte dal territorio, mettendo in rete servizi sociali, terzo settore e volontariato. Penso a Caritas, Croce Rossa, Comunità di Sant’Egidio, Ordine di Malta e tutte le realtà che operano a sostegno delle persone più fragili». Come si intercettano queste persone? «Non vado a cercare le persone per portarle al cubotto, ma mi presento come un punto di riferimento. Chi sente il bisogno di un aiuto entra spontaneamente e io provo a orientarlo verso i servizi più adatti». (L’intervista completa sulla Provincia Pavese in edicola sabato 1 agosto. Puoi anche abbonarti all’edizione online del quotidiano per restare sempre aggiornato e supportare il lavoro di informazione svolto dai giornalisti e dalle giornaliste della testata)
Il volontario a fianco degli ultimi alla stazione di Pavia: «Tutto parte dall’ascolto»
Il 31enne Leonardo lavora nel presidio dei servizi sociali dentro i “cubotti” davanti lo scalo treni, punto di ritrovo per persone ai margini: «Bisogna spezzar…






