Pavia C’è anche un po’ di Pavia nella macchina dei volontari del Meeting di Rimini. Chi spiegando mostre, chi lavorando alla cassa della ristorazione, chi vendendo biglietti della lotteria. Ognuno dando gratuitamente il proprio contributo per rendere l’annuale manifestazione di Comunione e Liberazione una vera occasione di incontro con l’altro. Le voci, i volti «Facendo la volontaria costruisco un pezzo di qualcosa che mi ha fatto bene e che vorrei offrire a chi ho davanti», dice Sabrina Bonanomi, ventiquattrenne di Buccinasco, al quinto anno di Ingegneria edile-architettura dell’Università di Pavia. Al mattino studia in albergo in vista degli esami di settembre, nel pomeriggio raggiunge la fiera per fare servizio di cassa in una yogurteria. «Mi piace molto quello che faccio – commenta – Durante la riunione iniziale ci è stato detto che lavorare in cassa significa fare un incontro con l’altro: avere in mente questo cambia il mio modo di parlare coi clienti». Stessa attività, ma assegnata a un altro stand, per Sara Gradara, ventunenne veronese, iscritta al terzo anno di Logopedia. «Faccio turni brevi – spiega – questo mi permette di spendere più tempo con ogni persona che mi trovo davanti. Non vedo l’altro solo come un numero di scontrino ma come un volto che incontro». Come Sabrina e Sara, sono ventotto gli universitari di Cl che studiano a Pavia e hanno scelto di fare volontariato nella settimana del Meeting. Tra di loro c’è anche Sara Gerevini, ventiquattrenne di Cremona, al primo anno di Fisioterapia a Pavia. Il suo compito? Spiegare la mostra “O todo o nada!” sulla storia di suor Clare Crockett, giovane religiosa irlandese morta nel 2016 nel terremoto in Ecuador. «Mi colpisce il fatto che a ogni presentazione la conosca sempre un po’ di più – dice – Era una donna radicale: si riconosce estremamente misera eppure amata a un livello inverosimile». Alla mostra partecipano anche dieci consorelle di Clare Crockett, quattro della casa di Lumezzane, altrettante provenienti dalla Spagna e due dagli Stati Uniti. Con loro ha legato Alessandra Chalmers, quarantaseienne pavese, insegnante del Cardano. Laureata in Design, si è occupata dell’allestitmento dell’esposizione. «Mi ha affascinato la vicinanza della suora a Dio – spiega – Nei suoi quaderni scriveva pensieri e preghiere, chiedendo un cuore indiviso. Questa domanda è nata anche in me».
Da Pavia al Meeting come volontari «In servizio per incontrare l’altro»
Numerosi universitari di Comunione e Liberazione presenti in fiera












