BELLUNO - Se i grandi bacini imbriferi soffrono, i laghi alpini sono completamente a secco. È una delle conseguenze di questa torrida estate che non sembra destinata a risolversi a breve. Le premesse c'erano già state alla fine dell'inverno, quando il deficit di neve era palese sull'intero arco dolomitico. Di coltre bianca ce n'era già poca e per di più si è sciolta in breve tempo. Così già a giugno le montagne erano sgombre di neve e non contribuivano a convogliare acqua a valle.

Ora le conseguenze di quella situazione sono sotto gli occhi di tutti, anche dei turisti, solitamente attratti dalle bellezze delle verdi e limpide acque dei laghi in quota con il magico selfie rimandato a data da destinarsi. Ma oltre a un problema di estetica, la carenza idrica rischia di mettere in ginocchio anche parte dell'economia della montagna e di servizio dell'escursionista o dell'alpinista, ovvero i rifugi, che guardano con preoccupazione alla poca acqua disponibile. Situazione sconfortante La situazione dei laghi appare piuttosto omogenea. Ad esempio nella zona di Cortina, il lago Negro è totalmente senz'acqua, ma è solo uno dei casi che si notano nella zona. I temporali di calore servono a ben poco: troppi brevi, troppo isolati. Si apre dunque un mese di agosto con panoramiche e scenari sconfortanti, con questi gioielli della natura prosciugati e riarsi e con la crisi idrica che coinvolge anche ruscelli e torrenti.Anche chi percorre la ciclabile verso Cortina nota poco distante il lago Bianco praticamente a secco. Scendendo dal passo Falzarego e dirigendosi verso l'Averau e le Cinque Torri, stessa sorte per il lago Limides, anch'esso segnalato desolatamente senz'acqua. Lo spettacolo stesso del lago di Misurina è a sua volta offuscato dal drastico abbassamento dei livelli. Qualche timido segno di risveglio c'è invece per il lago d'Antorno, poco distante da Misurina verso le Tre Cime, ma anche qui il fango incombe.Poca acqua viene segnalata anche nel lago del Cuore nella zona delle Tofane. Il laghetto Ghedina, che nei mesi scorsi era parzialmente scomparso, sembra invece tornato ai livelli abituali. Da Cortina ci si sposta solo di qualche chilometro, ma la situazione non cambia. «Il lago di San Vito è da una settimana in sofferenza, e in pochi giorni è sceso di circa 30 centimetri» -spiega il sindaco Franco De Bon- perché è un lago di falda. Rispetto agli scorsi anni ci sono meno alghe ma la situazione non promette nulla di buono. Dovremo portare l'acqua da fuori e stiamo pensando di riprendere un progetto di valorizzazione già avviato qualche anno fa perché il lago è uno dei posti più iconici insieme alla piazza».All'ombra del Civetta Ma anche il resto della montagna dolomitica non sorride. Il lago Coldai, proprio ai piedi del Civetta, è un minuscolo specchio d'acqua e il suo livello è sceso di parecchio rispetto agli anni passati, con i turisti che restano sbigottiti alla vista del fango. Sempre all'ombra del Civetta, ma molto più in basso, il lago di Alleghe si mantiene invece a livelli standard, ma anch'esso risente del caldo con il conseguente affiorare di alghe. «Prelievi non ne sono stati più fatti quindi fino a metà settembre il lago rimarrà a livelli previsti dalla convenzione con l'Enel -spiega il sindaco di Alleghe Danilo De Toni- da lunedì un mezzo specifico proveniente da Sirmione provvederà a rimuovere le alghe nei punti dove risultano di particolare consistenza. Il problema delle alghe è dovuto alle alte temperature, certo, ma è anche agevolato dal basso fondale e dai nutrienti che vi entrano».