BELLUNO - Troppo caldo di giorno e troppo poco freddo di notte: un inverno-no per lo sci alpinismo. Le montagne dolomitiche sono abbondantemente imbiancate, ma le temperature sono più da primavera inoltrata che da fine inverno. Il bollettino emesso dall'Arpav indica per questi giorni il marcato pericolo valanghe (grado 3). «Il clima è quello di aprile, ma purtroppo la neve è da dicembre -spiega la guida alpina Valerio Scarpa - ha nevicato giovedì scorso, ma la neve si sta scaldando in maniera assurda, e se venisse il freddo porteremmo a casa una primavera da urlo». Sono rimasti a bocca asciutta per buona parte dell'inverno, vista la scarsità del manto nevoso, e gli sci alpinisti, anche sull'onda della visibilità di questo sport alle Olimpiadi, scalpitano per dare sfogo alle passioni in quota.

«Gli itinerari classici in provincia sono Forca Rossa, Mondeval, Marmolada, Forcella della Neve sui Cadini di Misurina -prosegue Scarpa - ma io questo week end andrò a fare il Visentin da ovest e poi proverò ad andare al Menegazzi, in questi giorni fa un po’ più freddo alle quote basse, ma poi appena esce il sole è un disastro, e quindi rientrerò già in mattinata». In varie parti delle Alpi proprio in questi giorni si sono verificati numerosi di distacchi di valanghe. Non tutti i luoghi e gli orari sono buoni per la pratica dei fuoripista. «Le temperature in questi giorni sono salite e quindi il pericolo è aumentato -spiega il vice delegato della seconda zona Dolomiti bellunesi del Soccorso alpino Giorgio Farenzena - nelle zone esposte a sud il pericolo si verifica in particolare dalla media mattina in poi, in quanto la gelata notturna non è molto elevata, ma anche a nord bisogna prestare attenzione perchè la neve non è trasformata e ci sono degli strati deboli nel mezzo».