Milano – C’è un Milan degli “Immortali” di Arrigo Sacchi e poi c’è quello degli “Invincibili” di Fabio Capello. A unire i due squadroni, una figura chiave: il capitano Franco Baresi. Con i leggendari rossoneri guidati da don Fabio il Diavolo non solo vinse tutto (quattro scudetti, una Champions League, una Supercoppa Europea e tre Supercoppe Italiane) ma stabilì pure una striscia di 58 partite consecutive senza sconfitte in campionato, tra il maggio 1991 e il marzo 1993.

Fabio Capello a Milanello con Franco Baresi, leader di un Milan che faceva della capacità difensiva il suo punto di forza

Oggi Capello piange quello che per lui è stato tanto: compagno di squadra prima, calciatore da allenare poi, ma soprattutto il Capitano. “Quella fascia gli fu data quando era giovane e l’ha onorata come pochi, avere un leader come lui era importante per tutti in campo e nello spogliatoio. Un vero direttore d’orchestra di poche parole. Quando arrivavano nuovi calciatori, lui sapeva come accoglierli e loro capivano subito che uomo di spessore avevano di fronte. Così ogni giocatore rendeva migliore l’altro”.

Un vero leader, insomma...

“Certo. Proprio per il suo carattere forte, di uno che non mollava mai, in particolar modo nei momenti di difficoltà. Per questo ero convinto che avrebbe vinto anche questa partita affrontandola con grande coraggio, da vero capitano del Milan. Ora c’è un immenso dolore non solo per tutti noi che lo abbiamo conosciuto, ma per l’intero mondo del calcio”.