Firenze, 1 agosto 2026 – Ortopedia, la Toscana perde pazienti, risorse e anche specialisti. Dietro le liste d’attesa dell’ortopedia e i milioni di euro che ogni anno seguono i pazienti toscani fuori regione c’è un problema più profondo: il progressivo indebolimento degli ospedali pubblici. A lanciare l’allarme sono gli ortopedici e traumatologi ospedalieri.
La loro analisi parte dai dati pubblicati dalla Nazione sulle fughe dei toscani nelle altre regioni. Nel 2025 la Regione ha speso più di 80 milioni per i ricoveri dei propri pazienti in altre regioni. Di questi, 59,4 milioni sono finiti in Emilia-Romagna. E il 90,1% delle risorse è entrato nelle casse delle strutture private convenzionate per l’ortopedia.
“I dati sulla mobilità passiva e sulla gestione delle liste d’attesa rappresentano un grave campanello d’allarme”, dice Marco Mugnaini, presidente nazionale Otodi (Ortopedici e traumatologi ospedalieri d’Italia).
Ma gli oltre 80 milioni dei pazienti toscani in fuga non raccontano tutto. Il conto è più grande e articolato. Ci sono i budget assegnati ogni anno alle case di cura private convenzionate toscane: solo nel territorio dell’Asl Toscana centro, per la chirurgia nel triennio 2025-2027, 41 milioni (residenti) e 30 milioni (fuori regione). L’ortopedia rappresenta oltre il 50% degli interventi totali. Nel 2025 la Regione ha stanziato ulteriori 13 milioni per l’abbattimento delle liste d’attesa.







