di

Gianna Fregonara

La proposta del ministro dell'Istruzione e del Merito: «Una grande assise per parlare di integrazione. Burqa vietato e chi non manda le figlie a scuola va in galera»

«Organizzerò una grande assise a novembre per discutere dell’integrazione dei ragazzi stranieri, invitando esponenti delle forze politiche, sindacati, docenti, esperti, consulte degli studenti. Lì presenteremo la nostra visione e le misure già avviate in nome di un’Italia che sappia accogliere nel rispetto dell’identità e dei valori del nostro Paese. Sarà anche l’occasione per definire ulteriori interventi». Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara risponde alla proposta che Ernesto Galli della Loggia, tra l’altro componente della commissione per le indicazioni nazionali nominata dal ministero, ha lanciato sul Corriere.

Qualche idea ce l’avrà già.«Intanto sono per l’integrazione e non per l’inclusione. Faccio un esempio: se permettiamo che una ragazza venga a scuola con il burqa, la includiamo accettando principi in contrasto con la Costituzione, come la discriminazione uomo-donna, ma non la integriamo. Accettiamo che sia una non-persona, le impediamo di socializzare. Inclusione è accettare chiunque a prescindere da come vive. Integrazione vuol dire inserire la persona in un sistema di regole condivise, che rispecchiano la Costituzione».