Ministro Giuseppe Valditara, può spiegarci la ratio del «divieto di burqa a scuola» da inserire nel ddl sicurezza?
«È il divieto di tutti gli indumenti che mascherino il volto come burqa, niqab e simili. Nelle scuole dove c’è una importante densità di studentesse che provengono da Paesi con un forte radicamento religioso islamico, alcune portano il niqab e in qualche caso, come è stato testimoniato dalla stampa, persino il burqa. Questo è incompatibile con i valori della nostra Costituzione, con la libertà di ogni donna, con l’eguaglianza fra uomo e donna, con il principio di non discriminazione. Ed è evidente come un indumento che non ti consenta di individuare il volto di una persona serva ad annullare la sua identità: diventa una non persona. Poi impedisce la socializzazione: ricordo che c’è una sentenza della Corte di giustizia europea che parla – in riferimento a burqa, niqab e simili – proprio della socializzazione come diritto inalienabile che deve essere garantito. Dunque parliamo addirittura di un principio europeo».
Lei ha proposto pure di ritirare il permesso di soggiorno agli stranieri che non mandano i figli a scuola.
«È un altro elemento su cui sto ragionando, è il completamento di quello che abbiamo già previsto nel decreto Caivano, quando abbiamo deciso di sanzionare con pene fino ai due anni di carcere i genitori che non mandano i figli a scuola. Questa sanzione ha fatto crollare in determinate aree del Paese gli abbandoni scolastici».










