C’è un filo conduttore dietro alcuni degli ultimi interventi della Vigilanza.

Casi come quelli di Bff e Banca Ifis sembrano molto diversi tra loro ma in realtà hanno forti affinità.

Entrambi gli istituti hanno dovuto fare i conti con il calendar provisioning, la normativa introdotta dalla Bce in risposta alle passate crisi finanziarie e che impone di svalutare del tutto le esposizioni deteriorate in tre e sette anni, a seconda del tipo di garanzia, accantonando il capitale necessario a coprire le perdite.

L’obiettivo di Francoforte era ripulire i bilanci degli istituti di credito dagli npl per rafforzare la solidità del sistema creditizio.

Una mossa arrivata proprio quando le banche italiane toccavano il picco di deteriorati.