<p><span><strong class="x-atex-highlight-2">Bff</strong> cede titoli di Stato italiani per compensare gli effetti del calendar provisioning.
L’istituto specializzato nel factoring, tornato nel mirino di <strong class="x-atex-highlight-3">Bankitalia</strong> <a href="https://www.milanofinanza.it/news/bff-commissari-di-bankitalia-affiancano-il-cda-dopo-i-rilievi-sulla-contabilizzazione-dei-crediti-202603291420185538" target="_blank">dopo l’invio di due commissari per affiancare il cda</a>, ha venduto 3,1 miliardi di <strong class="x-atex-highlight-1">Btp</strong>.
Denaro reinvestito sempre su titoli di Stato italiani con una <strong class="x-atex-highlight-2">plusvalenza </strong>di 62 milioni visto che il loro valore a bilancio era inferiore a quello sul mercato secondario. </span> </p> <h2><strong>La ratio</strong></h2> <p><span>L’operazione è servita per compensare un ammanco di <strong class="x-atex-highlight-2">capitale</strong>.
Dopo gli orientamenti interpretativi dell’<strong class="x-atex-highlight-3">Eba</strong> (il regolatore Ue) del 3 luglio, Bff ha dovuto anticipare dal terzo trimestre al primo semestre gli effetti del <strong class="x-atex-highlight-1">calendar provisioning</strong>, normativa che impone una svalutazione progressiva degli npl e determina un assorbimento patrimoniale crescente.






