La7

Una tempesta digitale che non è soltanto mera polemica sui social, ma un’operazione capace di alterare il dibattito pubblico e di produrre effetti concreti nella vita reale. È così che il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha descritto questa mattina a Omnibus (La7) l’ondata di attacchi ricevuti dopo gli scontri di piazza seguiti alla manifestazione per Abderrahim Fakir. Un vero e proprio assalto online che lo ha costretto a vivere sotto scorta e che, secondo uno studio citato da Repubblica, presenta tratti di artificialità: profili con chiari indicatori di non autenticità e un volume anomalo di interazioni provenienti dagli Stati Uniti.

“Sin dalla sera è iniziata una tempesta digitale sulla città di Bologna – ha raccontato Lepore – Ci sono state tante critiche legittime e io penso che sia giusto che un sindaco si sottoponga al giudizio dell’opinione pubblica, anche sui social. Poi, nelle ore successive, abbiamo capito che stava succedendo qualcosa di molto più intenso, non semplicemente legato alla diffusione di notizie false. Sul mio conto continuano a circolare molte fake news: l’ultima sostiene che l’Arma dei Carabinieri avrebbe rifiutato di assegnarmi una scorta. Una notizia assolutamente falsa“.