Il Dipartimento di Stato americano ha pubblicato un report di 100 pagine intitolato “Cuba: la capitale del comunismo del XXI secolo” in cui spiega, con argomenti storici, il perché il regime castrista rappresenta una minaccia per la sicurezza degli americani e come sostiene la sinistra radicale statunitense

Negli ultimi decenni gli Stati Uniti hanno denunciato la minaccia che rappresenta l’Iran e la Cina per la sicurezza nazionale. Ma oggi lo scenario sembra cambiato. Con il segretario di Stato americano, Marco Rubio (di origine cubane), il Dipartimento di Stato americano ha indicato come principale nemico internazionale l’isola di Cuba.

L’avvertenza è stata ufficializzata con un report di più di 100 pagine pubblicato lo scorso 20 luglio dal governo di Donald Trump. Il report si intitola “Cuba: la capitale del comunismo del XXI secolo” e fa un percorso sulla storia dell’isola dal trionfo della rivoluzione per sostenere due tesi: che Cuba è promotrice della “sovversione della civiltà occidentale” attraverso il sostegno di movimenti rivoluzionari e socialisti, specialmente in America latina e in Africa, e che Cuba è la base di attività sovversive che minacciano la sicurezza degli Usa.

Il documento è stato diffuso anche attraverso i social network di Rubio, con un video in cui spiega che “praticamente tutti i gruppi terroristici violenti e radicali di sinistra dell’emisfero occidentale dipendevano in alcun momento dal sostegno di Cuba”. “Abbiamo, solo a 90 miglia delle nostre coste, uno Stato fallito che inoltre serve come territorio amichevole di alcuni dei nostri avversari”, ha aggiunto il segretario di Stato.