Renato Vallanzasca continuerà a scontare i suoi quattro ergastoli nel centro dell’Opera della Provvidenza Sant’Antonio, in provincia di Padova, che si occupa di malati di Alzheimer e con problemi di demenza. Il differimento della pena a carico dell’ex boss della Comasina – deciso nel 2024 – non è più temporaneo ma a tempo indeterminato: lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Venezia, accogliendo la richiesta degli avvocati Corrado Limentani e Paolo Muzzi. Vallanzasca, che ha 74 anni ed è in gravi condizioni di salute a causa di una patologia neurologica che non lo rende autosufficiente, non dovrà quindi essere rivalutato da un magistrato e continuerà a scontare la pena ai domiciliari dopo cinquant’anni in carcere.
Il provvedimento si fonda su una sentenza della Corte costituzionale dello scorso maggio, con cui la Consulta, ha stabilito che, se il condannato si trova in uno stato di incapacità psicofisica irreversibile, “non è irragionevole, né viola il diritto di difesa, la funzione rieducativa della pena e il principio di ragionevole durata del processo” dichiarare il differimento della pena a tempo indeterminato senza ricorrere a continue rivalutazioni delle condizioni di salute.







