La reazione di Madrid alle dichiarazioni di Giorgia Meloni e di Antonio Tajani non si è fatta attendere. Dopo che la presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri italiani hanno ipotizzato la possibilità di sospendere la libera circolazione nello spazio Schengen, il governo spagnolo ha specificato che la crisi migratoria che sta investendo Ceuta “non ha nulla a che vedere con la regolarizzazione dei migranti approvata dal governo spagnolo”, come invece sostenuto dal vice premier forzista. Per Madrid, l’arrivo di decine di migliaia di persone nell’enclave spagnola, via terra e via mare, è stata innescato da un’interpretazione strumentale, operata “da mafie e organizzazioni criminali”, della recente sentenza della Corte Suprema, che vieta i respingimenti delle persone arrivate a nuoto. Lettura ribadita direttamente anche dallo stesso primo ministro, Pedro Sanchez, che ha definito quella in corso “una delle maggiori crisi” vissute nel Paese. In attesa di stabilire se siano necessarie modifiche legislative, il capo del governo ha assicurato che si stanno accelerando le pratiche di espulsione.

Secondo Madrid, le organizzazioni mafiose stanno approfittando della decisione della Corte per favorire la tratta di essere umani, facendo leva sulla situazione di estrema vulnerabilità dei migranti. “È falso che chi è entrato in questi giorni possa beneficiare del processo di legalizzazione”, sottolineano dal governo spagnolo, ricordando che la procedura con la quale è stato regolarizzato circa mezzo milione di stranieri richiede “la residenza in Spagna al 1° gennaio 2026 e una permanenza continuativa di almeno cinque mesi al momento della domanda”. Per questo, il ministro degli Esteri, José Manuel Albares, ha convocato l’ambasciatore d’Italia in Spagna, Giuseppe Buccino Grimaldi, in segno di protesta.