Nella serrata corsa alla creazione di un computer quantistico in grado di risolvere problemi concreti, i sistemi che utilizzano i “qubit di spin” come elementi costitutivi non sono stati tra i favoriti. I sistemi all’avanguardia di Google e di altre aziende codificano invece le informazioni negli elettroni di circuiti superconduttori o in ioni e atomi confinati dalla luce.
I “qubit di spin”, considerati sfavoriti, fanno un balzo in avanti nella corsa verso un computer quantistico funzionante
Quattro gruppi di ricerca indipendenti segnalano importanti progressi nei dispositivi realizzati con questi bit quantistici basati su singoli elettroni, spesso…












