Attualmente, i computer quantistici operano con pochi qubit, ma la sfida è sviluppare sistemi con centinaia o migliaia di qubit per un vero salto quantico nella capacità di calcolo. Grandi aziende come IBM, Google, Microsoft e centri di ricerca come MIT e Harvard stanno lavorando per raggiungere questo obiettivo, con l’Unione Europea che ha investito un miliardo di euro nel settore.Gli investimenti nel quantum computing stanno crescendo rapidamente, con un mercato globale previsto di 500 miliardi di euro entro il 2030. Le potenziali applicazioni includono intelligenza artificiale, chimica, medicina, finanza e sicurezza informatica, con la crittografia quantistica che promette di rivoluzionare la sicurezza dei dati.IBM ha comunicato, nel corso della Developer Conference 2025, il nuovo processore: IBM Quantum Nighthawk, progettato per il “quantum advantage”, ovvero il momento in cui un computer quantistico supera tutti i metodi classici. 120 qubit collegati mediante 218 coupler sintonizzabili verso i quattro vicini in una griglia a quadrato.Microsoft ha compiuto progressi significativi nella sua ricerca ventennale per la creazione di qubit topologici, un approccio speciale nella costruzione di computer quantistici che potrebbe renderli più stabili e facili da scalare. L’azienda ha annunciato a febbraio 2025 di avere messo otto di questi nuovi qubit topologici su un chip, chiamato Majorana 1.Il computer quantistico Borealis di Xanadu ha risolto un problema matematico che avrebbe richiesto 9000 anni a un computer tradizionale in soli 36 microsecondi, dimostrando il concetto di “vantaggio quantistico”. Questo risultato è stato ottenuto utilizzando i fotoni come qubit e lavorando a temperatura ambiente, a differenza di altri computer quantistici come quello di Google che richiede temperature vicine allo zero assoluto.Secondo il Quantum Readiness Report 2025 condotto da QuEra Computing, un’azienda attiva nel campo della computazione quantistica con atomi neutri, si prevede una crescita globale dei budget dedicati al calcolo quantistico del 20% nel 2025. Nonostante i numerosi ostacoli, come l’elevato costo della tecnologia, la scarsità di talenti qualificati e l’incertezza sui ritorni sugli investimenti, la fiducia nel quantum computing è in costante aumento. Attualmente, sono già disponibili sistemi basati su pochi qubit ma la sfida della ricerca è sviluppare sistemi di Quantum computing, o costruire computer quantistici, basati su centinaia o migliaia di qubit, condizione che permetterebbe un vero “salto quantico” nel numero e nella qualità di calcoli che un computer quantistico potrebbe fare.Sistemi contenenti migliaia di qubit potrebbero comunque arrivare entro un decennio e a giocarsi la partita ci sono IBM, Google, Microsoft, Intel ma anche centri di ricerca come quelli del MIT e di Harvard negli Stati Uniti che si scontrano, quasi al limite di una guerra fredda politica, con i centri di Russia e Cina.Anche l’Unione Europea ha deciso di assumere un ruolo importante investendo 1 miliardo di euro nei prossimi dieci anni, grazie al “push” fatto dal fisico italiano Tommaso Calarco, direttore del Centro per le Scienze e Tecnologie Quantistiche Integrate dell’Università di Ulm (in Germania).Indice degli argomenti: