Simulare reazioni chimiche per scoprire nuovi farmaci, ottimizzare il traffico urbano o le reti energetiche, analizzare gli archivi degli ospedali, migliorare la cybersecurity. Sono alcuni dei risultati che i computer quantistici, cioè sistemi di calcolo sperimentali, potrebbero raggiungere nei prossimi anni.

A patto di riuscire a superare alcune criticità che ne limitano l’impiego. Una delle principali è il rumore di fondo, sul quale ha lavorato un gruppo di ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, pubblicando uno studio su Npj Quantum Information.

Quantum computing, tre anni e ci siamo

Un’idea innovativa

A differenza dei pc tradizionali, che usano i bit (0 o 1), questi supercomputer utilizzano i qubit, unità di informazione molto potenti, ma altrettanto instabili. Qualsiasi interferenza dell’ambiente modifica, infatti, il loro stato, rischiando di far perdere i dati. Perciò fino a oggi tali perturbazioni erano considerate quasi sempre un fattore da eliminare.