Il quantum advantage entra in una fase nuova: non più soltanto la capacità di affrontare problemi fuori dalla portata dei computer tradizionali, ma la possibilità di produrre risultati scientifici considerati affidabili anche quando una verifica classica completa non è più disponibile. È questo il passaggio indicato da due dimostrazioni annunciate da Ibm con Algorithmiq e Qedma, entrambe concentrate sulla simulazione di materiali quantistici complessi e sull’impiego di tecniche avanzate per ridurre, misurare e controllare gli errori.La rilevanza per il settore delle telecomunicazioni non va però sovrastimata. Gli esperimenti non riguardano l’ottimizzazione della Ran, la gestione dello spettro, il routing o l’automazione delle reti. Il loro valore per le Tlc è soprattutto di filiera: rendere il quantum computing uno strumento più credibile per studiare materiali destinati a semiconduttori, componenti fotonici e optoelettronici, sistemi di raffreddamento, batterie e infrastrutture di calcolo.Nel lungo periodo, questi avanzamenti potrebbero contribuire alla progettazione di apparati ottici più efficienti, chip radio con migliori prestazioni e data center meno energivori. Sul piano infrastrutturale, inoltre, le prove confermano un modello in cui processori quantistici, software di mitigazione degli errori e supercalcolo classico vengono integrati e resi accessibili via cloud. Una configurazione che potrebbe aprire spazio anche agli operatori Tlc, chiamati a fornire connettività ad alte prestazioni, capacità di data center, sicurezza e orchestrazione delle risorse.Indice degli argomenti