A causa della situazione critica a Ceuta, enclave spagnola in Marocco, la presidente del Consiglio Meloni ha minacciato di sospendere lo spazio Schengen con la Spagna. Questo significherebbe il ritorno dei controlli ai confini, senza più la libera circolazione tra le frontiere europee che esiste, in Italia, dal 1990. E avrebbe delle ricadute concrete anche per chi sta organizzando un viaggio in Spagna.
Negli ultimi giorni è peggiorata rapidamente la situazione a Ceuta, exclave spagnola (una città autonoma che di fatto è legalmente territorio europeo) situata in Marocco. Alcune migliaia di persone hanno attraversato il confine, a piedi o a nuoto, con un bilancio complessivo di 19 morti finora. Il governo Meloni ne ha approfittato per un attacco politico, minacciando di sospendere lo spazio Schengen con la Spagna e aprendo una crisi diplomatica.
Se il governo sospendesse gli accordi di Schengen per la libera circolazione, i viaggi Italia-Spagna e viceversa non sarebbero bloccati, ma diventerebbero più lunghi e complessi, con controlli più stringenti al confine. Tuttavia, c'è un passaggio che l'esecutivo italiano sembra ignorare: anche se Ceuta fa parte del territorio Schengen, rientra in un regime speciale. Ovvero, la legge prevede comunque di fare dei controlli per tutti i viaggi che partono dalla città (che geograficamente si trova in Marocco) e sono diretti verso il territorio spagnolo o verso un altro Stato europeo. Insomma, sospendere Schengen non cambierebbe nulla per quanto riguarda la circolazione delle persone che in questo momento si trovano a Ceuta. La crisi migranti a Ceuta e l'accordo Schengen con la Spagna Come è noto, migliaia di persone – decine di migliaia, secondo stime ufficiose e non confermate – che si trovavano in Marocco hanno superato il confine per Ceuta. Di fatto, quindi, sono arrivate in territorio europeo, dato che Ceuta, insieme all'altra exclave spagnola in Marocco Melilla, è l'unica zona in cui l'Ue confina territorialmente con il continente africano.










