Roma, 31 luglio 2026 – Il governo Meloni ha sospeso l’accordo di Schengen con la Spagna: è la reazione della politica alla crisi di Ceuta. Chiuse tutte le frontiere marittime e aeree, rafforzati i controlli di Italia e Francia ai confini spagnoli.
Dopo l'ondata di migranti che in queste ore ha raggiunto a nuoto l'enclave spagnola di Ceuta, la presidente del Consiglio aveva annunciato già ieri sera che l'esecutivo era pronto a valutare “strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini” fino alla “sospensione dello spazio Schengen con la Spagna”. E oggi lo stop è arrivato.
Una scelta destinata ad aprire un confronto non solo politico, ma soprattutto giuridico. Perché il diritto dell'Unione europea non consente a uno Stato membro di sospendere unilateralmente l'Accordo di Schengen nei confronti di un altro Paese aderente. Consente invece, in circostanze eccezionali e secondo una procedura rigorosamente disciplinata, la temporanea reintroduzione dei controlli alle frontiere interne.
Il nodo quindi non riguarda solo la volontà politica dell'Italia di farlo, ma se la crisi di Ceuta rientri nelle condizioni eccezionali previste dalla normativa europea per la sospendere la libera circolazione tra due Stati aderenti all’accordo. Migranti raggiungono Ceuta a nuoto











