Il ministero dell’Interno italiano ha ordinato la chiusura delle frontiere aeree e marittime con la Spagna, sospendendo temporaneamente la libera circolazione delle persone tra i due paesi prevista dal trattato di Schengen dell’Unione Europea. Saranno così ripristinati i controlli sulle persone provenienti dalla Spagna, una possibilità prevista dal trattato stesso «in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna».

Giovedì il governo italiano aveva detto di star valutando questa possibilità dopo in poche ore che circa 50mila persone avevano attraversato il confine fra il Marocco e Ceuta, l’exclave spagnola in territorio marocchino, entrando di fatto in uno stato membro dell’Unione Europea, dove vige appunto la libera circolazione di persone. L’annuncio aveva causato un incidente diplomatico con la Spagna, che aveva criticato la decisione e convocato l’ambasciatore italiano a Madrid.

La mossa sposta poco dal punto di vista del controllo dei flussi migratori da Ceuta. Innanzitutto perché per le persone arrivate a Ceuta non è immediato arrivare in Italia: Ceuta è in Nord Africa, e se anche queste persone arrivassero in Spagna, non c’è un confine di terra con l’Italia. Il governo spagnolo ha poi detto che circa 48mila delle 50mila persone entrate nell’exclave nelle ultime 24 ore sono già state riportate o sono tornate spontaneamente in Marocco. Dunque è una decisione più che altro politica, che serve soprattutto al governo di Giorgia Meloni per posizionarsi internamente e mostrarsi ferma nel contrasto all’immigrazione irregolare, in un momento in cui viene incalzato da destra dal nuovo partito del generale Roberto Vannacci.