Vendite mai decollate, problemi a non finire e un sostanziale disinteresse del marchio di fronte al suo declino sono solo alcune delle cause del fallimento del veicolo più famoso degli ultimi anni

Ci sono automobili che hanno fallito a livello commerciale perché rimaste sconosciute in quanto troppo anonime e altre che falliscono nonostante siano diventate famosissime. Il Cybertruck appartiene, almeno per ora, alla seconda categoria. Presentato da Elon Musk nel 2019 come il pick-up del futuro, capace di rompere contemporaneamente con le regole del design, della tecnica e del mercato, oggi rischia di passare alla storia non come la rivoluzione promessa, ma come uno dei più clamorosi insuccessi dell’industria automobilistica. Le vendite infatti sono così lontane dagli obiettivi da scalzare dal gradino più alto del podio addirittura la Ford Edsel, il leggendario simbolo del fallimento a quattro ruote americano.

Dalle promesse ai numeriElon Musk aveva inizialmente immaginato per il Cybertruck un mercato da 250 mila esemplari l’anno, arrivando in seguito a ipotizzare addirittura 500 mila unità. La realtà è stata molto diversa: nel primo anno di commercializzazione negli Stati Uniti non sono state raggiunte nemmeno 40 mila unità e il 2026 sta andando ancora peggio. Nei primi cinque mesi dell’anno le immatricolazioni sono state appena 7.133, secondo i dati S&P Global Mobility: un numero che, peraltro, sarebbe stato aiutato anche dagli acquisti effettuati da società legate allo stesso Musk e accordi con enti governativi compiacenti. Ecco perché è scattato il confronto con la Ford Edsel, una berlina lanciata nel 1957 dopo una campagna pubblicitaria gigantesca, con l’obiettivo di vendere 200 mila esemplari all’anno, salvo essere tolta subito dal mercato quando ne vendette meno di un terzo. Il Cybertruck, in rapporto alle aspettative iniziali, rischia di fare persino peggio.