A circa dieci metri di profondità, il marmo diventa una barriera contro le reti che danneggiano i fondali. Nelle acque antistanti la Torre della Maddalena, a Porto Santo Stefano, si è conclusa la posa di cinque sculture e altrettanti moduli bioattrattivi, progettati per ostacolare la pesca a strascico illegale sotto costa e creare nuovi habitat per la fauna marina.

L’operazione è stata condotta dal Gruppo operativo subacquei (Gos) del Raggruppamento subacquei e incursori “Teseo Tesei” della Marina militare, in collaborazione con l’associazione senza scopo di lucro Casa dei pesci. La posa ha richiesto il coordinamento tra il personale civile e i palombari del Gos.

Attiva dal 2012, Casa dei pesci utilizza blocchi di marmo scolpiti e altri manufatti artistici come barriere fisiche sottomarine. Le opere impediscono il passaggio delle reti a strascico nelle aree costiere interessate, contribuendo a proteggere le praterie di posidonia e a favorire il ripopolamento delle specie demersali, ovvero quelle che vivono e si alimentano sul fondo marino o poco sopra di esso.

Le strutture svolgono così una doppia funzione. Da una parte rendono impraticabile la pesca illegale sui fondali protetti, dall’altra offrono superfici e ripari che possono essere colonizzati dagli organismi marini. Secondo quanto riferito al termine dell’intervento, numerose specie ittiche hanno iniziato a popolare i manufatti già subito dopo la posa.