Un’estate d’arte e natura colora Capri di luce particolare, dalla mondana piazzetta in centro al faro di Anacapri (“sopra Capri”, la parte più tranquilla dell’isola). Con un focus dedicato quest’anno alla “grande bellezza” della Grotta Azzurra di Capri in occasione dei 200 anni dalla scoperta (1828-2026) che cadono precisamente il 17 agosto e che sono già celebrati (fino al 18 ottobre) con una mostra allestita negli spazi della Certosa di San Giacomo, sede dei Musei e parchi archeologici: Il mito di Capri. A duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra (1826–2026), a cura di Massimo Osanna e Luca Di Franco, è un progetto espositivo che racconta la trasformazione di Capri, tra Settecento e Ottocento, da luogo difficilmente accessibile del Golfo di Napoli in una delle mete più celebrate dell’immaginario collettivo. Svolta di questa vicenda fu la riscoperta della Grotta Azzurra, avvenuta appunto il 17 agosto del 1826, quando il pittore e poeta tedesco August Kopisch (1799–1853), insieme all’amico e pittore Ernst Fries (1801–1833), varcò la grotta guidato dal barcaiolo Angelo Ferraro, detto Riccio, personaggio leggendario nella letteratura caprese con Giuseppe Pagano, proprietario dell’omonima famosa locanda.