Gigli africani, melograni, ortensie giapponesi, mirti e persino betulle “di mare”. Sono solo alcune delle essenze che popolano il giardino incantato di Villa San Michele, ad Anacapri, scenario della IX edizione del Festival del Paesaggio che da oggi colora di cultura e poesia la “perla del Tirreno” e tocca anche Napoli con “Travelogue. Paesaggi con rovine”, la mostra a cura di Arianna Rosica e Gianluca Riccio, che presenta opere di creativi internazionali contemporanei per riscoprire gli echi del passato e le relazioni del presente fra arte e paesaggio.
Quando Axel Munthe (1857-1949), celebre medico e psichiatra alla corte di Svezia, nel 1895 si innamorò dell’isola di Capri, costruì Villa San Michele inglobando tutte le rovine etrusche, egizie, fenicie, greche e romane che riuscì a scovare. La villa fu poi donata all’ambasciata svedese in Italia. Ne parla nel suo libro del 1929, uno dei primi best seller, in cui racconta anche l’energia dirompente che tra quelle mura e giardini gli trasmettessero certe incursioni creative e artistiche. Come lui, chi assisterà al Festival del Paesaggio con le sue visioni, la sue poesie e opere potrà affermare quelle sue parole: “io stesso non so bene dove il sogno finisce e dove ha principio la realtà.”








