«Se potessi dare un consiglio ai turisti che scelgono Capri, direi loro di visitare primo il nuovo Museo archeologico e poi siti come la Grotta Azzurra, Villa Jovis e Damecuta. Così si comprende bene cosa era quest’isola all’inizio dell’Impero romano». Luana Toniolo è la direttrice regionale ad interim dei Musei nazionali della Campania, nonché direttrice del Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma. Ha partecipato all’allestimento del Museo archeologico di Capri aperto dal luglio 2024, come responsabile unico di progetto.
Il museo, curato da Massimo Osanna, direttore generale dei Musei statali del Mic, e Carmela Capaldi, professore ordinario di Archeologia classica alla Federico II, è stato anche l’occasione per rifunzionalizzare il Quarto del Priore della Certosa di San Giacomo. Martedì 24 alle ore 12, proprio in Certosa, si presenta il libro “Capri Imperiale. Augusto e Tiberio, la storia in un museo” di Osanna e Toniolo. Il volume della collana editoriale di Repubblica a Napoli “Novanta-Venti” sarà in abbinamento gratuito con Repubblica in edicola sabato 28 giugno.
Direttrice Toniolo, come è stato accolto il nuovo museo dal pubblico?
«Bene, assolutamente. C’è stata una grande risposta, piace molto il nuovo museo. I colori dell’allestimento richiamano e si basano molto sul rapporto tra l’isola e il mare. È curato in ogni dettaglio, come quello ad esempio della scelta di collocare un blocco a rilievo in tufo grigio da Cuma che riproduce delle biremi in linea con l’orizzonte: chi guarda dal museo il reperto lo vede come adagiato sul mare che si ammira oltre la finestra. Così come la sala dei banchetti si apre sui Faraglioni».






