Ventotto gradi: è la temperatura media della superficie del Mar Ligure. Quasi tre gradi in più rispetto alla media del periodo. E alla fine di giugno è andata anche peggio: «Il picco di anomalia – spiega Daniele Luppi, previsore meteo di Arpal, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure - ha raggiunto addirittura i cinque gradi».

Il mare bolle: e quello che inquieta di più è che queste temperature dell’acqua stanno sconvolgendo l’ecosistema, con effetti che ancora non si riescono a prevedere del tutto. «Ci troviamo di fronte ad acque calde permanenti, di fatto dall’inizio di maggio – riflette Antonio Di Natale, biologo marino, segretario generale della Fondazione Acquario ed esperto Onu sull’oceano – il Mar Ligure, in passato, aveva acque più fredde a causa delle correnti profonde che risalivano in superficie: quelle che attraevano le balenottere e diversi tipi di pesci, per intenderci. Ma il riscaldamento progressivo di questi anni ci ha fatto capire che le acque superficiali, dove predominano le temperature calde, ora contrastano quelle più profonde».

L’effetto del caldo anomalo prolungato, dunque, si propaga anche sott’acqua: con un cambiamento significativo del panorama subacqueo. Quello che spaventa è che «gli effetti sulla fauna pelagica a oggi si conoscono molto poco – sottolinea Di Natale. Sicuramente vedremo qualcosa che non ci saremmo aspettati. Cosa, ancora non lo sappiamo. Perché purtroppo non si investe abbastanza in questo tipo di ricerche». Una delle conseguenze che si stanno già osservando, in questo Mar Ligure bollente, è la presenza delle cosiddette specie aliene: pesci che di solito vivevano molto più a Sud nel Mediterraneo e che ora sono risalite, attratte dalle temperature più alte.