Morti i genitori e tre figli ma il bilancio è destinato a salire. L'appello del presidente ucraino dopo gli ultimi raid: «Quando chiediamo i Patriot non parliamo di concetti astratti, ma della vita di famiglie come questa»

Un missile balistico russo ha completamente raso al suolo un’abitazione privata a Radushne, nei pressi di Kryvyi Rih. Sotto le macerie è finita la famiglia Voronov: genitori, sette figli e un nipotino di appena un anno e mezzo, il cui padre è al fronte a difendere il Paese.

Il bilancio provvisorio parla di cinque vittime accertate — i genitori Olena e Artem e tre dei loro figli —, mentre le squadre di soccorso sono ancora al lavoro per identificare i resti ritrovati. Il presidente Volodymyr Zelensky, diffondendo sui social una foto della famiglia prima della tragedia, ha trasformato questo dolore nell’ennesimo accorato appello all’Occidente o meglio agli Usa. «Oggi, i russi hanno distrutto con un missile balistico una casa normale – ha sottolineato il leader ucraino – abitata da una famiglia normale, a Radushne, vicino a Kryvyi Rih, nella regione di Dnipro. Si trattava della famiglia Voronov: la madre Olena, il padre Artem, sette figli – Mark, Dominika, Zakharia, Azarij Ilij, Federica, Emilia, Viorika e il nipote di un anno e mezzo, Artem, figlio del loro figlio maggiore, che attualmente sta difendendo l’Ucraina. Al momento, è confermato che sono morti i genitori e tre figli: Mark, Azarij Ilij ed Emilia. L’impatto del missile russo è stato così forte che della casa è rimasto poco… Sotto le macerie sono stati ritrovati frammenti di corpi umani, e solo le analisi potranno stabilire a chi appartengono».