Sta assumendo le dimensioni di un vero e proprio tsunami l’inchiesta della Procura di Bolzano sulle false certificazioni linguistiche in Alto Adige, i cosiddetti “patentini” sono indispensabili per lavorare nel pubblico impiego. Nei mesi scorsi le indagini avevano portato alla luce una quarantina di casi. I “patentini” attenzionati sono arrivati a 1.700 e chi li aveva presentati per accedere risulta indagato. Il comparto maggiormente interessato è quello della sanità, seguito dagli enti locali, provinciali, regionali e statali, come anche società a partecipazione pubblica e aziende del trasporto pubblico. La Procura procede per falso ideologico.

Il flusso anomalo riconoscimento di certificazioni

Nelle scorse settimane la Guardia di Finanza di Bolzano ha effettuato perquisizioni in tre scuole di lingua in provincia di Caserta e a Roma, sedi sedi d’esame accreditate Telc per il rilascio di certificazioni linguistiche. La nuova fase delle indagini ha preso le mosse dal flusso anomalo e particolarmente rilevante di richieste di riconoscimento di certificazioni conseguiti a centinaia di chilometri dal capoluogo altoatesino, nonostante in Alto Adige ci siano numerosi enti accreditati.

All’inizio delle verifiche erano emerse quaranta certificazioni contraffatte da parte di un’ex guardia giurata dell’ospedale di Bolzano (al costo di 4-5mila euro). Ora sono state individuate ulteriori persone che avrebbero reperito, dietro compenso, dei candidati.