BOLZANO. L'inchiesta sui presunti falsi certificati di bilinguismo apre un dibattito che va oltre il piano giudiziario e coinvolge il futuro dell'insegnamento delle lingue, la tutela del sistema del patentino e le esigenze del mercato del lavoro. Nelle ultime ore sono intervenuti il primario e sindacalista Reinhold Perkmann, l'avvocato Nicola Canestrini e l'assessore provinciale Christian Bianchi, con posizioni diverse ma accomunate dall'invito a non trarre conclusioni affrettate.
Per Reinhold Perkmann, l'inchiesta deve diventare l'occasione per ripensare il modo in cui viene insegnata la seconda lingua in Alto Adige. "Serve un cambio di passo nell'insegnamento della seconda lingua", ha affermato ai microfoni di Rai Südtirol, spiegando come la formazione linguistica debba essere calibrata sulle specifiche esigenze professionali: medici e operatori sanitari, ad esempio, hanno bisogno di un lessico molto diverso rispetto a quello richiesto a un ingegnere. Secondo il primario, per superare le barriere linguistiche nella quotidianità ospedaliera e migliorare la comunicazione con i pazienti sarà importante anche il contributo dell'intelligenza artificiale e dei mediatori linguistici all'interno delle strutture sanitarie.








