BOLZANO. Licenziate in tronco dall'Asl perché avevano comprato il patentino di bilinguismo, ora sono state assunte da cliniche private a Trento dove la certificazione non è richiesta.
È il caso di due mediche, una rianimatrice e un'anestesista. L'esempio, il primo, di ciò che potrebbe accadere anche a tanti altri professionisti se l'ultimo filone d'inchiesta della Procura - 1.700 gli indagati con altrettanti diplomi sotto analisi - dovesse portare alla luce ulteriori illeciti. «Al momento - aveva spiegato Christian Kofler, direttore generale Asl - abbiamo 22 casi di licenziamento legati al patentino. Se il numero, come dicono, dovesse aumentare allora potremmo trovarci in difficoltà».
Le due mediche allontanate dall'ospedale San Maurizio sono state anche le prime, a maggio, ad essere condannate dalla Corte dei Conti a restituire più di metà di un anno di stipendio all'Azienda sanitaria per danno erariale. Esattamente il 55% di quanto percepito per un totale di quasi 100mila euro: rispettivamente 67mila e 25mila euro. Per i giudici non potevano non sapere di non aver superato l'esame, avendo ammesso in sede penale di avere pagato una cifra considerevole in contanti a un intermediario per ottenere il documento contraffatto.







