Privacy
Diritto
GrapheneOS non intende indebolire il proprio sistema operativo, inserire procedure di recupero riservate alle autorità o collaborare alla ricostruzione dei dati cancellati da uno smartphone. La fondazione che sviluppa la piattaforma Android orientata a privacy e sicurezza ha preso una posizione molto netta dopo il procedimento avviato negli USA contro un utente accusato di aver eliminato il contenuto del telefono durante un controllo aeroportuale: proteggere tecnicamente i dati non costituisce un’attività illegale e gli sviluppatori non hanno alcun obbligo di rendere meno efficaci le misure introdotte nel software, osservano i responsabili del progetto.
La vicenda ha attirato l’attenzione soprattutto per il duress PIN, codice speciale attivabile all’interno di GrapheneOS e capace di avviare la cancellazione del contenuto del dispositivo. Ridurre GrapheneOS a questa singola funzione, però, offre una rappresentazione piuttosto distorta del progetto, che abbiamo presentato in passato in una guida dedicata.
Il lavoro svolto da GrapheneOS non riguarda soltanto la privacy nei rapporti con Google o con le app: interviene su allocazione della memoria, sandbox, compilazione del codice, cifratura, gestione della porta USB, dei profili e delle protezioni hardware. Insomma, il duress PIN è la parte più spettacolare; non è quella tecnicamente più importante.












