Privacy
Diritto
Sicurezza
Quanto controllo conserviamo davvero sui dati custoditi nello smartphone quando qualcuno ci obbliga a sbloccarlo? GrapheneOS affronta proprio questo scenario con il duress PIN, una credenziale di emergenza progettata per reagire a una situazione di coercizione. Al posto del normale codice di accesso, il proprietario può inserire o far introdurre a terzi un PIN alternativo che avvia la cancellazione irreversibile dei dati presenti sul dispositivo (wiping) nonché la rimozione delle eSIM installate. Dal punto di vista tecnico, il sistema non distingue tra la minaccia esercitata da un criminale e la pressione di un’autorità: riconosce il codice e procede con il wiping dello smartphone.
È sul piano giuridico che la situazione cambia radicalmente. Proteggere i propri dati da un aggressore non equivale alla loro eliminazione mentre un pubblico ufficiale sta eseguendo una perquisizione, ha disposto il sequestro del telefono o ne pretende lo sblocco nell’ambito di un’indagine. Duress PIN e GrapheneOS sono strumenti leciti; il loro impiego concreto può però essere interpretato come distruzione di prove, occultamento di informazioni o intralcio all’attività investigativa.












