La procura federale degli Stati Uniti ha incriminato Sam Tunick, residente ad Atlanta, con l'accusa di aver distrutto prove per impedirne il sequestro da parte delle autorit�. La vicenda penale ruota attorno all'impiego di GrapheneOS, un sistema operativo open source progettato per i dispositivi Google Pixel che permette di avviare la cancellazione completa del dispositivo inserendo un determinato codice di sblocco.
L'episodio si � verificato il 24 gennaio dello scorso anno presso l'aeroporto internazionale Hartsfield-Jackson di Atlanta. Tunick, di rientro da un viaggio in Repubblica Dominicana, � stato fermato dagli agenti federali sulla base di segnalazioni interne che lo indicavano come indagato per presunte attivit� terroristiche legate al movimento di protesta contro il nuovo centro di addestramento della polizia locale, noto come Cop City. Secondo quanto depositato dalla difesa, l'interrogatorio � avvenuto senza un mandato, senza la lettura dei diritti e ignorando quattro distinte richieste dell'indagato di poter consultare un legale.
Il reset dello smartphone e le contestazioni penali
Durante il controllo, gli agenti della Customs and Border Protection hanno intimato a Tunick di sbloccare il proprio telefono, avvertendo che in caso contrario lo avrebbero sequestrato. Dopo che l'uomo ha fornito un PIN, lo schermo dello smartphone si � oscurato, ha lampeggiato pi� volte e il dispositivo si � riavviato, provocando l'azzeramento completo dei file archiviati al suo interno.











