I Giardinetti sono uno dei teatri in cui si muovono suoi personaggi più belli. L’Accio de Il fasciocomunista li vive come un ring quotidiano fatto di volantinaggi, dibattiti ideologici e risse. Nel dopoguerra raccontato in Canale Mussolini, con Littoria che diventa Latina, diventano l’agorà in cui i figli e i nipoti dei polentoni scesi dal Nord a bonificare l’Agro iniziano a mescolarsi con i “marocchini”, gli abitanti dei paesi dei monti Lepini che la pianura redenta la guardano dall’alto e con i quali i loro padri e i loro nonni avevano fatto a botte fino a qualche anno prima. Sabato sera alle 20 ospiteranno una serata per celebrare l’uomo che per decenni ha raccontato la città e il territorio, conferendo a entrambi la dignità letteraria che la loro epopea merita. Antonio Pennacchi sarà ricordato a 5 anni dalla scomparsa in quelli che oggi si chiamano “Parco Falcone e Borsellino” nell’appuntamento annuale co-organizzato dal Comune e dall’Associazione Amici di Antonio Pennacchi.
“Antonio non ha solo raccontato Latina – sottolinea il sindaco Matilde Celentano –: l’ha scolpita nella letteratura nazionale, donandole una voce originale, fiera e autentica” . E la terza edizione della manifestazione che lo ricorda arriva nel quinto anno dalla scomparsa dello scrittore e dopo la pubblicazione del Meridiano Mondadori Opere scelte, curato da Giuseppe Iannaccone, che ha confermato il rilievo dello scrittore pontino nella letteratura italiana contemporanea. Sarà una serata di racconti e di letture tratte da Camerata Neandertal, Il fasciocomunista, Canale Mussolini – Parte seconda, Il delitto di Agora e da articoli pubblicati su Limes, affidati alla voce di Clemente Pernarella e Melania Maccaferri.







