Il caso dell’ingegnere Sergio Tumminello, soggetto attuatore della Struttura commissariale per il dissesto idrogeologico in Sicilia che ha ottenuto dalla Regione un bonus di oltre 70mila euro per i risultati raggiunti da fine 2024 al 31 dicembre del 2025 ma che poi è risultato tra i 13 indagati per la frana di Niscemi (così come pubblicato dal sito LaSicilia.it), sbarca all’Ars.

A formulare una interrogazione sulla vicenda è il deputato del Partito democratico Nello Dipasquale, che ha chiesto chiarimenti in merito al presidente della Regione, Renato Schifani, all’assessora al territorio e ambiente, Giusi Savarino, e alla collega di Giunta Elisa Ingala, che detiene la delega alle Autonomie locali.

La valutazione sulla base della quale è stato disposto il decreto del presidente della Regione per la liquidazione della componente variabile del compenso spettante al dirigente sarebbe stata preceduta da una relazione predisposta dallo stesso Tumminello.

«Una vicenda paradossale sulla quale è doveroso fare chiarezza», dice Dipasquale. «Al di là degli esiti dell’indagine, appare necessario verificare se i criteri utilizzati per la valutazione della performance siano effettivamente correlati ai risultati concreti conseguiti nell’attuazione degli interventi e alla riduzione del rischio per i cittadini - prosegue Dipasquale -. Il pagamento di quel bonus, in quanto componente variabile della retribuzione dei dirigenti pubblici, dovrebbe essere strettamente correlato al conseguimento di risultati concretamente verificabili, misurabili e coerenti con l’effettiva realizzazione dell’interesse pubblico, soprattutto nei settori nei quali ritardi o inefficienze possono incidere sulla sicurezza delle persone e del territorio».